È il trattamento estetico più richiesto in odontoiatria e, allo stesso tempo, uno dei più fraintesi. C’è chi lo evita per paura di danneggiare lo smalto. C’è chi lo fa con kit comprati online senza sapere cosa contengono. E c’è chi si aspetta un risultato che non esiste: denti bianchi “come nelle pubblicità”, indipendentemente dal punto di partenza.
La risposta alla domanda più frequente è semplice: lo sbiancamento dentale professionale non rovina i denti quando eseguito con prodotti adeguati, dopo una visita e seguendo un protocollo.Lo sbiancamento dentale funziona, è sicuro se fatto correttamente e ha limiti precisi che vale la pena conoscere. Questo articolo risponde alle domande più frequenti.
Come funziona lo sbiancamento dentale?
Lo sbiancamento utilizza principalmente perossido di idrogeno o perossido di carbamide. Queste sostanze attraversano temporaneamente lo smalto e raggiungono le molecole responsabili del colore, decomponendole. Il trattamento quindi “non gratta” e non asporta uno strato di smalto, come avviene invece con alcuni prodotti abrasivi.
Prima di procedere è importante distinguere:
–le pigmentazioni esterne, dovute ad esempio a te’, caffè, vino, tabacco o a placca;
–le pigmentazioni interne, legate al colore del dente, all’età, a farmaci o ad alterazioni dello smalto.
Lo sbiancamento agisce sulle pigmentazioni interne, quelle esterne si rimuovono per lo più con una seduta di igiene professionale.
Lo sbiancamento rovina lo smalto?
È la domanda più frequente, e la risposta è: no, se eseguito con concentrazioni appropriate e sotto controllo professionale. Gli studi disponibili non mostrano danni strutturali allo smalto con i protocolli clinici standard. Lo smalto non si assottiglia, non si ammorbidisce, non diventa più fragile.
Quello che può succedere, ed è normale, è una sensibilità temporanea durante o subito dopo il trattamento. Nei pazienti già predisposti alla sensibilità, il dentista può modulare il protocollo per ridurre questo effetto.
Il rischio reale non viene dallo sbiancamento professionale: viene dall’uso improprio di kit fai-da-te con concentrazioni non controllate, applicati troppo a lungo o su denti che presentano carie o problemi gengivali.
Che tipi di sbiancamento esistono?
Le opzioni principali sono tre, con caratteristiche molto diverse.
- Sbiancamento professionale in studio: il dentista protegge adeguatamente le gengive e applica il gel sbiancante direttamente sui denti. permette di ottenere un cambiamento di colore visibile in tempi brevi e di controllare ogni fase del trattamento.
- Sbiancamento domiciliare con mascherine su misura: il dentista prende una scansione delle arcate dentali e fa realizzare mascherine su misura, in cui il paziente inserisce il gel sbiancante. si indossano per lo più durante la notte per 2-3 settimane, anche in giorni non sempre consecutivi. Il risultato è graduale e le mascherine di mantenimento, ad esempio, possono essere applicate 1 o 2 notti ogni 6 mesi.
- Combinazione dei due metodi: si esegue una seduta in studio per ottenere un risultato rapido, seguita da una fase di ottimizzazione del risultato eseguita a casa.
I kit da banco come strisce sbiancanti e gel sbiancanti possono contenere agenti ossidanti, a concentrazioni molto inferiori rispetto ai prodotti professionali. Il risultato non è prevedibile e il prodotto può entrare in contatto con le gengive non servendosi di supporti creati su misura per la bocca del paziente.
Riguardo al carbone attivo, non esistono prove che riesca a sbiancare i denti dall’interno: agisce sulle macchie superficiali grazie all’azione detergente o abrasiva, ma non modifica in modo significativo il colore interno del dente.
Esiste un tipo di dentifricio sbiancante non abrasivo, che contiene in minima concentrazione la sostanza sbiancante utilizzata nei trattamenti professionali, che utilizzato con costanza può migliorare la brillantezza del dente, senza pretendere di raggiungere i risultati dei trattamenti sopra descritti.
Ogni quanto si può ripetere lo sbiancamento?
Non esiste un intervallo uguale per tutti. Il richiamo va deciso dopo una valutazione clinica, in base alle abitudini, alla sensibilità e al colore raggiunto. Se effettuato nei tempi corretti, si tratta di poche applicazioni, non certo di ripetere il ciclo completo.
Le macchie sui denti si possono sempre togliere con lo sbiancamento?
No, il risultato dipende dalla causa della macchia e dalla sua origine.
Lo sbiancamento funziona bene sulle pigmentazioni da invecchiamento naturale (i denti tendono a scurirsi con gli anni) e su quelle da alimenti e bevande. Funziona meno, o non funziona affatto, su alcune tipologie di macchie intrinseche specifiche: le discromie da tetracicline (antibiotici assunti da bambini durante lo sviluppo dentale), le macchie da fluorosi nelle forme moderate-severe, o le alterazioni da MIH, ipomineralizzazione molare-incisivi. In questi casi lo sbiancamento può dare un miglioramento parziale, ma la soluzione estetica definitiva è spesso una faccetta o una corona.
Lo sbiancamento funziona su otturazioni, corone o faccette?
No, i materiali artificiali non cambiano colore con gli agenti sbiancanti.
Se sono presenti otturazioni, corone, dopo lo sbiancamento possono risultare più scure rispetto ai denti naturali sbiancati.
Faccette o sbiancamento?
Sono trattamenti diversi, non alternative intercambiabili.
Lo sbiancamento cambia il colore del dente, ma non ne modifica forma, dimensione o posizione. È la scelta giusta quando i denti sono strutturalmente integri e l’unico aspetto da migliorare è la luminosità.
Le faccette intervengono sulla superficie visibile del dente e permettono di cambiare colore, forma e proporzioni contemporaneamente. Sono indicate quando ci sono irregolarità, scheggiature, spazi tra i denti o macchie che lo sbiancamento non riesce a correggere.
In alcuni casi le due soluzioni si combinano: si sbiancano prima i denti naturali, poi si realizzano le faccette sulle tonalità raggiunte, per avere un risultato armonico su tutta la bocca.
Quando lo sbiancamento è sconsigliato?
Prima di qualsiasi trattamento sbiancante è necessaria una valutazione clinica. Ci sono situazioni in cui lo sbiancamento va posticipato o escluso:
- carie attive o problemi gengivali non trattati — vanno risolti prima
- restauri in resina o corone sulle zone anteriori — i materiali artificiali non rispondono agli agenti sbiancanti e rimarrebbero del colore originale, creando un risultato disomogeneo
- gravidanza e allattamento — per precauzione si rimanda al termine
- bambini e adolescenti di età inferiori ai 18 anni, salvo particolari indicazioni cliniche valutate dal professionista.
- ipersensibilità dentale severa — va valutata e gestita prima di procedere
In sintesi: le risposte alle domande più frequenti
| Domanda | Risposta in sintesi |
| Lo sbiancamento rovina lo smalto? | No, se eseguito con protocolli professionali corretti |
| Quanti tipi esistono? | In studio, domiciliare con mascherine, o combinazione dei due |
| Ogni quanto si può ripetere? | Almeno ogni 6-12 mesi; più frequente non migliora il risultato |
| Funziona su tutte le macchie? | No: macchie da tetracicline, fluorosi e MIH rispondono poco o niente |
| Faccette o sbiancamento? | Sbiancamento per il colore; faccette per colore + forma + proporzioni |
| Il carbone attivo funziona? | No: toglie solo le macchie causate da te’, caffè, tabacco, ma non migliora il colore interno del dente. |
| Quando diventano bianchi i denti? | Non è possibile stabilirlo con precisione, in genere, 2-4 settimane |
| Quanto dura il risultato? | Dipende dalle abitudini del paziente, dalla sua igiene orale, dall’alimentazione. |
| Dopo lo sbiancamento posso bere il caffè? | É opportuno limitare il più possibile inizialmente sostanze molto pigmentanti. |
Sbiancamento dentale a Parma: perché iniziare da una visita
Uno sbiancamento efficace non comincia dal gel, ma dalla diagnosi. Prima del trattamento bisogna controllare la salute dei denti e delle gengive, distinguere le pigmentazioni superficiali e valutare la presenza di restauri. Contatta lo Studio dentistico Palmia di Parma per una visita estetica: il primo passo è capire cosa è possibile fare e qual è la strada più adatta per te.